sabato 29 marzo 2008

In politica chi si accontenta, non gode.

La politica è una vera casa ambulante della verità e della libertà. L’azione politica è un’opera fragorosa e impudica. L’arte nobile (nobilissima) è una battaglia fino allo sfinimento per idee grandi che fanno godere all’ennesima potenza. Allora, ecco la legge suprema della politica: chi si accontenta, non gode! Per questo e solo per questo che si va sui giornali, con dichiarazioni, interviste, incontri, dibattiti, strette di mano, sorrisi e parole iperboliche. In politica si coltiva la vittoria o la sconfitta come un incanto barocco, puntellando la coscienza di ogni uomo come un cavaliere medievale, secondo l’imperscrutabile legge della grazia e del peccato.
E se nella società moderna tutto questo costa rumore, fatica spesso inutile, ostentazione, vanità, duello, perfino guerra, è nel destino di qualcuno sobbarcarsi queste angustie e praticarle senza riserve, sebbene sempre con scrupolo. Almeno, tentato scrupolo. Se tutto è così, allora l’omissione politica sarebbe una “tristezza” grande sotto il cielo.
Rizzi

4 commenti:

MB ha detto...

Ho l'impressione che il godimento consista poi nel vedere l'avversario battuto più che nel piacere di vedere realizzati quei progetti decantati, difesi e condivisi. Il godimento personale, o di gruppo, può concretarsi in attività più ludiche e meno dispendiose per le finanze pubbliche. Ma se il cavaliere bianco esiste solo nelle fiabe, continuiamo a sperare e stiamo attenti a chi fa della politica il mezzo per la felicità diffusa.

massimo-ekpyrosis05 ha detto...

Tra due punti bisogna prendere la via più breve: questo fa chi non si accontenta. Egli vede un fine, lo conosce, lo desidera e lo persegue. Il fine della politica è la giustizia e “giustizia” significa anzitutto rispetto della dignità di ogni persona dal concepimento fino alla morte naturale. Infatti tutte le persone che possono vivere sono degne di vivere e il fatto che tutti siano degni di vivere è la condizione perché tutti possano vivere una vita degna. La politica favorisce il rigoglioso crescere della vita e l’imporsi della sua dignità, decidendosi sempre per il bene. Decidere significa scegliere la strada migliore e fare ciò che il proprio obiettivo richiede. Ma nessun obiettivo, per essere realizzato, richiede di essere diluito, sminuzzato, emarginato e negato.
Per realizzare il fine della difesa e della promozione della vita bisogna praticare la strada che conduce alla vita, il cui tracciato - per stare all'attualità elettorale - non sempre si incontra laddove vi sono le scuderie dei voti utili (utili a chi? Per aver dei sospetti sulla risposta, preferiamo i voti "giusti", "buoni" e "belli").
Gli ostacoli che via via si incontreranno potranno rendere necessarie modificazioni della rotta, momentanee soste per una prudente raccolta di pensieri ed energie, attente ricognizioni e lo sforzo continuo per rinnovare mezzi ed equipaggiamento. Mai si potrà, però, voltare le spalle all’obiettivo o tornare indietro (con la scusa, per esempio, di un "voto utile"). Le ritirate strategiche in politica significano la resa poiché abbandonano l’occasione e non colgono il momento opportuno per agire. Le ritirate sull’Aventino significano sconfitta, le ritirate dal pubblico dibattito per giocare tutto nei corridoi significano non credere nella bontà delle proprie idee.
Esporre tutto nel dibattito, tutto alla luce del sole e nell’agorà degli uomini liberi; non lasciare niente alla contrattazione e al compromesso: questo è il gesto bello della politica. E’ un gesto che scommette e vince perché nel combattere le buone battaglie - certo responsabilmente e con le forze delicate e discrete della ragione e della carità, ma senza ambiguità e obliquità - c’ è già la ricompensa. Infatti in tale lotta vi è un gesto che restituisce alla comunità cui si appartiene ciò che è suo, vale a dire la facoltà di autodeterminare il proprio destino. E ciò avviene lasciando in primis vivere i figli e gli eredi del domani e in secondo luogo trasmettendo loro l’orgoglio di spendere se stessi alla ricerca dell’eccellenza. Niente di meno è quello che spetta all’uomo.

MB ha detto...

La battaglia politica ha raggiunto il suo climax e tu non scrivi niente???
Cosa penseranno gli abitanti di Sucate che erano i tuoi fan più sfegatati?

Paolo Leutenegger ha detto...

Caro Rizzi, continuo a pensare che tu abbia troppo tempo libero...
Con infinita stima
Lete