sabato 29 marzo 2008

In politica chi si accontenta, non gode.

La politica è una vera casa ambulante della verità e della libertà. L’azione politica è un’opera fragorosa e impudica. L’arte nobile (nobilissima) è una battaglia fino allo sfinimento per idee grandi che fanno godere all’ennesima potenza. Allora, ecco la legge suprema della politica: chi si accontenta, non gode! Per questo e solo per questo che si va sui giornali, con dichiarazioni, interviste, incontri, dibattiti, strette di mano, sorrisi e parole iperboliche. In politica si coltiva la vittoria o la sconfitta come un incanto barocco, puntellando la coscienza di ogni uomo come un cavaliere medievale, secondo l’imperscrutabile legge della grazia e del peccato.
E se nella società moderna tutto questo costa rumore, fatica spesso inutile, ostentazione, vanità, duello, perfino guerra, è nel destino di qualcuno sobbarcarsi queste angustie e praticarle senza riserve, sebbene sempre con scrupolo. Almeno, tentato scrupolo. Se tutto è così, allora l’omissione politica sarebbe una “tristezza” grande sotto il cielo.
Rizzi

martedì 25 marzo 2008

Una domanda semplice, semplice: "Se non per la politica, per cosa?".

C'è una sola condizione per accedere seriamente al blog: rispondere alla domanda. E' vero rispondere a certe domande non va di moda, quindi per me è logico farsele. Non c'è via di scampo. Punto e basta.
Rizzi